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Feb 18 2021

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C’è la firma: in arrivo la prima gigafactory a Scarmagno

C'è la firma in arrivo la prima gigafactory a ScarmagnoC’è la firma di Lard Carlstrom, fondatore di Italvolt in calce all’accordo che porterà la prima gigafactory di batterie, a Scarmagno, nell’ex polo Olivetti.
“Un’eccezionale opportunità per il nostro territorio – commenta la notizia appena arrivata dall’assessore regionale Tronzano il parlamentare eporediese Alessandro Giglio Vigna – davanti ad una occasione del genere per il nostro Canavese da Deputato del Territorio non posso far altro che mettermi a disposizione per agevolare il più possibile l’insediamento dell’azienda in questione e invito tutti gli amministratori locali, non sono del Comune interessato, ma di tutta l’area, a fare altrettanto; l’invito è rivolto anche alla politica, al mondo delle imprese, alle associazioni che rappresentano le categorie. La forza di un territorio è nell’unione e quindi nella capacità di attirare ulteriori elementi virtuosi”.
“Un sogno che diventa realtà – commenta il Consigliere regionale canavesano Andrea Cane, della Lega Salvini Piemonte – ospitare quello che diventerà l’impianto produttivo di accumulatori a ioni di litio per auto elettriche più grande d’Europa. Un progetto che sposa le due vocazioni del territorio: la tecnologia e l’automotive e che troverà posto nel sito industriale che si estende su oltre 865 mila metri quadrati di cui 143 mila edificati e fino alla metà degli anni Novanta dava lavoro a quasi 8000 persone impegnate nell’assemblaggio di personal computer”.
«Si tratta di un’importante opportunità per il nostro territorio – commenta la deputata canavesana del Pd, Francesca Bonomo – ma anche un importante tassello per costruire la transizione del nostro tessuto produttivo territoriale dell’automotive che ha un patrimonio di know how di alto valore verso produzione di modelli elettrici». La prima fase del progetto, promosso da Italvolt, potrebbe essere completata entro la primavera 2024.
«E’ la soluzione ideale – conclude Bonomo – perché così si andrà a riqualificare una zona dismessa, che ha segnato un’epoca per Ivrea e il Canavese».

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