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Mar 03 2016

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“Devi restituirci i nostri soldi o ti ammazziamo”: tre arresti

Devi restituirci i nostri soldi o ti ammazziamo tre arrestiTORINO – I Carabinieri della Compagnia Torino Oltre Dora, in collaborazione con i colleghi di Chivasso, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa Gip del Tribunale di Torino, nei confronti di Antonio Riviera, 35 anni, residente a Foglizzo, Luciana de Glaudi, 33 anni, moglie di Rivera, e Giuseppe De Glaudi, 30 anni, fratello di Luciana, ritenuti responsabili di concorso in violazione di domicilio, sequestro di persona a scopo di estorsione e lesioni personali, nei confronti di un marocchino di 28 anni, abitante a Torino, nel quartiere Barriera Milano. È accaduto il 2 novembre scorso a Torino.
Per entrare in casa del marocchino e farsi aprire la porta dalla sorella di quest’ultimo, i primi due hanno detto di essere Carabinieri. Una volta nell’appartamento hanno prelevato l’uomo con la forza e lo hanno caricato sulla loro macchina dove ad attenderli c’era Luciana De Glaudi. La vittima è stata accusata di aver rubato ad Antonio Riviera, due giorni prima in un bar di San Benigno Canavese, 700 euro. In quell’occasione, il Riviera si era vantato di aver guadagnato un sacco di soldi illegalmente (oltre 8000 euro, ndr) e aveva fatto vedere il rotolo di euro a tutti i clienti del bar. Secondo la ricostruzione fatta da Riviera, il marocchino aveva approfittato del suo stato un po’ alticcio per sfilargli qualche banconota dalle tasche. Ritenuto l’autore del furto e per convincerlo a restituire i soldi, il marocchino è stato prelevato da casa e torturato per un’ora con un punteruolo, conficcato più volte nella gamba sinistra. “Devi restituirci i nostri soldi o ti ammazziamo”, gli hanno detto. Dopo un’ora, in corso Giulio Cesare, l’uomo, che ha detto di non aver commesso il furto, è stato buttato fuori dalla macchina. La vittima, subito dopo il sequestro, è andata al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco dove è stata medicata e dimessa con una prognosi di 6 giorni. Subito dopo l’uomo ha denunciato tutta la avventura ai Carabinieri che sono riusciti a identificare gli autori.

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