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Mar 17 2021

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L’arte e la bellezza nel reparto di Ostetricia e Ginecologia all’ospedale di Ivrea

L’arte e la bellezza nel reparto di Ostetricia e Ginecologia all'ospedale di Ivrea 1Venerdì 12 marzo, presso l’Ostetricia e Ginecologia Ivrea, diretta dal dottor Fabrizio Bogliatto, è stato presentato il progetto Symbiosis. Un progetto ideato in collaborazione con lo studio di design Collaborative Environments del pittore Victor Kastelic e dell’architetto Elena Alutto, che si basa su composizioni originali, dipinte su superficie trasparente e retro-illuminata a comando, che creano un momento interattivo tra lo spettatore e l’opera d’arte. Le aree comuni diventano così uno spazio vivo in simbiosi con le persone che animano l’ambiente.
“La bellezza e la gradevolezza degli ambienti – riferisce il Commissario dell’ASL TO4, dottor Luigi Vercellino – testimoniano la volontà di accogliere le persone assistite, ma non solo. Hanno certamente un effetto benefico e contribuiscono a sostenere il processo di cura. Ringrazio il dottor Fabrizio Bogliatto per l’attenzione che dedica a questi aspetti e i privati cittadini che, con le loro donazioni, hanno permesso di creare questa simbiosi tra arte e luogo di cura”.
L’arte e la bellezza nel reparto di Ostetricia e Ginecologia all'ospedale di Ivrea 2Questo progetto si pone a servizio delle persone assistite da entrambe le due “anime” della struttura operativa, la Ginecologia, per la cura delle patologie di interesse, e l’Ostetricia, che accompagna e assiste le donne nel momento della nascita.
Spiega il dottor Fabrizio Bogliatto, che oltre a essere Direttore dell’Ostetricia e Ginecologia Ivrea è anche Direttore del Dipartimento Materno-Infantile dell’ASL TO4: “In Italia troppo spesso la gravidanza e il parto sono momenti altamente medicalizzati, a volte tecnici, freddi e svolti in un ambiente sterile, non per questo privo di emozioni, ma che fatica a volte a esserne adeguato contenitore. In Ostetricia e Ginecologia Ivrea abbiamo messo al centro il benessere dell’individuo, sia egli una madre o la sua piccola o il suo piccolo, sia nel caso si tratti di una paziente con problemi ginecologici che si rivolge a noi. E quale miglior alleato della medicina se non l’arte, per garantire il benessere dell’individuo in un ambiente ospedaliero?”.

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