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Mar 15 2019

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A 30 anni dall’avvio del programma Erasmus in Piemonte

A 30 anni dall’avvio del programma Erasmus in PiemonteTORINO – Nell’anno accademico 2018-19 le domande di mobilità Erasmus presentate dagli studenti piemontesi sono quasi raddoppiate rispetto al 2013-14, passando da 1.700 a oltre 3.200, e 1.410 sono gli studenti finora partiti rispetto agli 879 di allora. Tra le destinazioni preferite troviamo al primo posto la Spagna (31,5%), seguita dalla Francia (22,4) e dalla Germania (10,3). Aumentati anche gli studenti incoming (ovvero gli studenti stranieri in arrivo nell’Ateneo piemontese), passati da 597 nel 2015-16 a 857 nell’anno accademico in corso, la maggior parte provenienti da Spagna, Francia e Germania, ma anche da altri Paesi europei ed extraeuropei.
Sono alcuni dei dati contenuti nel lavoro condotto dal Dipartimento di Psicologia dell’Università degli studi di Torino e realizzato con il sostegno della Consulta regionale dei Giovani e della Consulta Europea del Consiglio regionale del Piemonte a 30 anni dall’avvio del programma Erasmus in Piemonte: uno studio che descrive gli andamenti dei flussi della mobilità internazionale dell’Ateneo torinese e rilegge l’esperienza come momento centrale di crescita e transizione all’età adulta, oltre che di costruzione di un’autentica cittadinanza europea.
Nel 1988-89, primo anno in cui l’Università di Torino partecipò agli scambi Erasmus, dall’Ateneo partirono 45 studenti verso varie destinazioni europee e ne furono accolti circa 20 provenienti a loro volta da diverse realtà a livello europeo. Da allora molto è cambiato, e oggi l’Ateneo rappresenta un’importante istituzione di collegamento e scambi collaborativi con molti Paesi europei ed extraeuropei, come testimoniano i dati relativi al numero di accordi bilaterali avviati in questi decenni: dal 2015 si è assistito ad un incremento costante, arrivando a siglarne più di 1.000 nell’anno accademico 2017/2018, attivati in prevalenza dai dipartimenti delle aree socio-economiche ed umanistiche.
Il progetto Erasmus, realtà ormai ampiamente consolidata in Italia e in Europa, ha rappresentato e rappresenta un laboratorio internazionale dell’istruzione superiore, il cui scopo educativo è la “costruzione dell’Europa del cittadino”, proprio a partire dalla mobilità degli studenti.
La sua finalità non riguarda dunque unicamente lo studio all’estero, ma coinvolge anche la vita all’estero, cioè l’esperienza complessiva vissuta dallo studente durante il soggiorno in un’altra università. Per molti giovani lo scambio Erasmus rappresenta l’occasione per vivere per la prima volta in un Paese diverso da quello di origine e per organizzarsi la vita in maniera indipendente, lontano dalla famiglia, e imparare ad assumersi delle responsabilità.

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