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Lug 11 2018

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Più prevenzione, meno ospedalizzazione per il paziente cronico

piTORINO – Rimodulare l’offerta sanitaria piemontese potenziando l’assistenza territoriale e i servizi come l’infermiere di comunità e la telemedicina. Avviare, contemporaneamente, percorsi di cura individuali che rimettano al centro la persona, destinando agli ospedali il compito di occuparsi delle urgenze e dell’alta specializzazione. È quanto prevede la proposta di delibera sul piano cronicità, approvata oggi a maggioranza e con modifiche dall’Assemblea regionale.Doctor with medical cardL’Assemblea ha inoltre approvato due ordini del giorno collegati, presentati rispettivamente dai primi firmatari Raffaele Gallo (Pd) e Davide Bono (M5s).
“La proposta di delibera – già illustrata nelle scorse sedute dall’assessore alla Sanità Antonio Saitta – ha coinvolto tutte le realtà piemontesi con l’intento di mettere al centro, sulla base delle linee guida nazionali, la persona e il suo progetto di cura e, soprattutto, la presa in carico dei pazienti anziani, cronici e più fragili.”
Un nuovo modello di presa in carico dei pazienti, che tiene conto delle esigenze di salute dei piemontesi e del progressivo invecchiamento della popolazione. C’è la costruzione sul territorio della rete delle Case della Salute e lo sviluppo della sanità digitale con il Fascicolo sanitario elettronico che verrà esteso a una fascia sempre più ampia di utenti. Prossimamente entrerà in funzione il nuovo Centro unico per le prenotazioni di visite ed esami e sarà concretamente applicato il piano per la riduzione delle liste d’attesa avviato nei mesi scorsi.
“Questi provvedimenti – ha concluso l’assessore – andranno ad affiancarsi al lavoro delle reti già esistenti in Piemonte, come quelle oncologica ed endocrino-diabetologica, ai Centri per i disturbi cognitivi e le demenze e alla Farmacia dei servizi”.
Il dibattito in Consiglio Regionale
Nel dibattito generale sono intervenuti per il Pd i consiglieri Paolo Allemano, Andrea Appiano e Domenico Rossi, che hanno sottolineato come per la popolazione piemontese, in costante invecchiamento, si renda sempre più necessario puntare su prevenzione, protezione e cure personalizzate. Mentre Allemano si è soffermato sulla necessaria integrazione tra diverse professionalità, in cui il ruolo cardine è svolto dal medico di medicina generale, e sul necessario coinvolgimento degli enti gestori e degli enti locali, a cominciare dai sindaci, Appiano e Rossi hanno evidenziato il lavoro svolto in Commissione Sanità per chiarire come il Servizio sanitario debba assicurare la presa in carico e la valutazione dei bisogni clinici, funzionali e sociali dei cittadini in un’ottica che metta al centro la persona e il suo bisogno complessivo di salute.
Per il M5s i consiglieri Davide Bono e Gian Paolo Andrissi hanno sottolineato la necessità di dare attuazione alla legge 10/2010, “Servizi domiciliari per persone non autosufficienti”, in particolare per quanto riguarda il diritto a ricevere assegni di cura che permettano ai cittadini di far fronte a parte delle prestazioni ricevute da chi si prende cura dell’anziano, che al momento gravano sui pazienti e sulle loro famiglie. Bono ha messo in evidenza alcune criticità cui urge rimediare in tempi brevi, a cominciare dalla piena operatività della sanità digitale. Andrissi ha rimproverato al documento di non riconoscere nelle premesse che l’aumentare delle cronicità è strettamente legato all’aumento dell’inquinamento.
Per Leu Walter Ottria ha definito il documento “importante e condivisibile” e ha annunciato una serie di emendamenti per renderlo “più efficace” da un punto di vista pratico soprattutto per quanto riguarda le cronicità dei pazienti in età evolutiva e la possibilità che buone pratiche già presenti in alcune aree possano essere estese all’intero territorio regionale.
Per Fi Andrea Tronzano e Luca Angelo Rossi hanno annunciato l’intenzione di non votare un documento “oggettivamente inemendabile”. Tronzano ha accusato il documento di eccessiva genericità e di non rispondere alle esigenze e alle aspettative dei piemontesi, come già accaduto nei mesi scorsi con lo spostamento dell’Oftalmico di Torino e con la privatizzazione delle Ipab. Rossi ha definito il provvedimento “antistorico e totalmente avulso dalla realtà”.
Per Mns – infine – Gian Luca Vignale ha evidenziato che la Giunta regionale non abbia ancora provveduto alla stesura del Regolamento attuativo della legge regionale 10/2010 inerente l’elargizione degli assegni di cura e rimproverato alla proposta di delibera di non affrontare temi cruciali quali la sanità nelle zone montane e rurali in cui l’offerta di servizi e strutture è decisamente inferiore rispetto ad altre realtà.

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