Regione: la “spending review” del gruppo di Progett’Azione (Guarda il video)

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TORINO –
«Non una contromanovra, perché ad oggi una vera manovra sulla “spending review” non c’è; quella che proponiamo è una proposta a costo zero per la collettività, che mira al contenimento delle spese.» Così ha risposto Angelo Burzi, Capogruppo di Progett’Azione, ad una domanda lunedì mattina, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a pochi giorni di distanza da quella indetta in Regione dal Presidente Cota e dall’Assessore alla Sanità Monferrino (in cui si è parlato della relazione della Corte dei Conti, del buco di 900 milioni di euro per il quale si paventerebbe il commissariamento della Sanità e di come la Regione Piemonte intende muoversi), per spiegare come di qui al 2015 sia possibile recuperare 1 miliardo e 83 milioni di euro da destinare alla riduzione del debito pubblico e per investimenti per lo sviluppo. Presenti all’incontro, oltre a Burzi, i Consiglieri regionali Roberto Tentoni, Gian Luca Vignale, Roberto Boniperti e Rosanna Valle. «Si tratta di una manovra di risparmio, efficienza, volontà di procedere da parte di Giunta e Consiglio, al recupero di risorse, caratterizzate da componenti di spreco e volta ad una gestione maggiormente idonea» ha commentato Burzi che ha parlato di pressapochismo e di uno scarso dibattito in Italia attorno all’importanza del tema del regionalismo. Stop, dunque, alle auto blu, riorganizzazione e semplificazione delle partecipate, telelavoro, mobilità del personale regionale, sviluppo del digitale al centro dell’attenzione del gruppo consiliare, che in numeri significherebbe recuperare 12 milioni dal taglio dei costi della politica; 1,360 milioni dall’abolizione dell’utilizzo delle auto di servizio; 49 milioni dal blocco delle assunzioni e dalla rimodulazione delle spese dei dirigenti pubblici e delle posizioni organizzative; 33,5 milioni di minori costi di enti, agenzie, consorzi e società partecipate; 1 miliardo dall’alienazione del patrimonio disponibile e dalla razionalizzazione delle società partecipate, oltre a trasparenza amministrativa, digitalizzazione degli atti e dei pagamenti, telelavoro. Ciascuna voce è stata spiegata nel dettaglio. «Noi crediamo che la politica regionale – ha sottolineato Burzi – possa e debba evitare il “commissariamento”, ovvero di essere messa sotto la tutela dal Governo e dalla Corte dei Conti, ma per fare questo è necessario che dimostri di essere in grado di ben amministrare e rinnovarsi. Non un attacco, ma un riordino del tessuto regionale a partire dai costi della politica con un’ulteriore riduzione del 20% dei costi complessivi relativi all’indennità di Consiglieri Assessori e relativi  trasferimenti ai gruppi consiliari, alla promozione della mobilità, fra dipendenti della Giunta e del Consiglio, nonché delle società, agenzie a totale o maggioritaria partecipazione regionale e delle ex Comunità Montane, con l’istituzione della Direzione della Mobilità in grado di gestire gli elenchi del personale, facilitando il travaso di lavoro da dove ce ne è troppo a dove è carente, attraverso un dialogo tra le parti tra comparti diversi, enti di natura diversa, territori diversi. Insomma la necessità di svolgere il lavoro dove ce n’è bisogno, non dove si ha piacere di svolgerlo, e la Regione dovrà essere organo di smistamento intelligente di questa mobilità, a cui si assocerà la riduzione dei costi del personale, con un abbassamento del 10% dello stipendio dei direttori, del 10% dei salari accessori dei dirigenti e di almeno il 15% delle attuali posizioni organizzative; dei costi di enti, agenzie, consorzi e società partecipate dalla Regione, riducendo la spesa per le consulenze di incarichi professionali, oltre al blocco delle assunzioni. Un occhio di riguardo, anche al telelavoro, alla promozione della completa digitalizzazione degli atti, firma elettronica digitale dei dipendenti regionali, possibilità di presentare atti e certificazioni attraverso strumenti digitali ed effettuare pagamenti in modo digitale. Insomma non più proclami ma atti concreti. «Stiamo vivendo questa fase con scarsa chiarezza, in termini di manovre, tempi, risultati» ha concluso Angelo Burzi con l’augurio che la Giunta ed il Consiglio accolgano le proposte avanzate dal Gruppo di Progett’Azione passando, dicono, «dalle parole ai fatti». Richiamando il Presidente della Regione Roberto Cota al perseguimento degli obiettivi proposti. Interventi, dunque, di pura efficienza che non tagliano servizi ai piemontesi, offrendo una risposta concreta alle necessità del momento. Tutte le risorse recuperate saranno rivolte alla riduzione del debito pubblico, alle politiche sociali ed allo sviluppo delle attività produttive. Una specifica attenzione andrà al mondo degli imprenditori, che non hanno alcuna base di difesa e sembrano essere abbandonati, è stato detto, «come figli di un Dio minore. Li stiamo lasciando assolutamente soli.»

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