La discarica di Vespia (Castellamonte) raccontata da “La Voce dei Monti Pelati”

CASTELLAMONTE – Il comitato “La Voce dei Monti Pelati”, recentemente registrato, nato spontaneamente e con sede a Castellamonte (via Preparetto, 3) da cittadini che hanno a cuore le problematiche ambientali, si è prefissata la finalità di vederci finalmente chiaro su quanto comporta l’esaurimento e la chiusura della discarica di Vespia. In una cornice burocraticamente kafkiana e ambientalmente inquietante, il Comitato si propone di accertare l’esistenza di qualsiasi pericolo per la salute pubblica derivante dalla discarica. Sarà forse paradossale, ma il Comitato ha precisato i termini della propria azione nella stessa serata del 26 febbraio quando un braccio del Parlamento italiano approvava le nuove norme penali concernenti l’impedimento del controllo ambientale, configurandolo come delitto e comminando la reclusione da 6 mesi a 3 anni a chi nega o ostacola l’accesso o intralcia i controlli ambientali.
Correva l’anno 2011, mese di settembre, e le pubbliche autorità decretavano la chiusura della discarica di Vespia per esaurimento del limite massimo della cubatura autorizzata. A seguito di successivi ampliamenti, era stato infine accertato il raggiungimento del suo maestoso limite massimo di 530.800 metri cubi di rifiuti solidi urbani biodegradabili. Quella che sembrava apparentemente una buona notizia, si è però, col tempo, trasformata in un incubo. Non a tutti i cittadini è dato sapere che una discarica una volta esaurita, richiede opere di manutenzione e bonifica costanti e minuziose, talvolta per 30 anni dopo il suo esaurimento. In mancanza, può rappresentare un serio pericolo, può trasformarsi rapidamente in una fonte di inquinamento inarrestabile e, infine, in un vero disastro ambientale. Con un impatto, a causa dell’acquifero Malesina che scorre ai suoi piedi, che potrebbe facilmente travalicare i confini del comune di Castellamonte ed estendersi ad una parte rilevante del territorio dell’Alto Canavese.
Tutto ciò potrebbe verosimilmente essere accaduto, “coincidentalmente”, proprio a seguito dall’esaurimento della discarica di Vespia e dei flussi finanziari da essa garantiti, a causa del sostanziale abbandono del sito da parte del suo gestore, la Società ASA di Castellamonte repentinamente caduta in stato di insolvenza. Nonostante la sostanziale sovrapposizione ed elusione di responsabilità pubbliche e private, varie fonti ufficiali hanno denunciato che da settembre del 2011 la discarica di Vespia giace in stato di sostanziale abbandono. Da tale data, ogni procedura di controllo e monitoraggio del sito parrebbe non essere più stata rispettata, neppure in parte (ad es. prescrizioni riguardanti sistemi di captazione dei biogas e del percolato, impianti, coperture, ecc.) , come pure era dettagliato nell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata il 27 aprile 2008 e nei successivi provvedimenti che riguardano il sito. In particolare, il percolato tracimante dai rifiuti si è certamente e più volte riversato nel torrente Malesina e la stessa ARPA, l’Agenzia Regionale per l’Ambiente è da ultimo intervenuta il 17 aprile 2013 con una relazione allarmante e inequivocabile.
A nulla è valso l’affidamento della gestione della discarica alla Agrigarden S.r.l., che quale unica partecipante, si è recentemente aggiudicata il bando per una improbabile bonifica del sito e per la gestione trentennale del post- mortem (per circa 11 milioni di Euro) della discarica stessa. Il 28 novembre 2013 l’Agrigarden, assumendo la proprietà del sito, ha presentato un artigianale piano di messa in sicurezza menzionando sporadici e localizzati “incidenti” sui quali ovviamente declinava ogni responsabilità. Forse è inutile aggiungere che i fondi per il controllo, monitoraggio e bonifica del sito risultano indisponibili, così come quelli per il trentennale post-mortem.
Forse un neonato attore sensibile alle arretratezze ambientali, come La Voce dei Monti Pelati, senza sensi di colpa e con l’aiuto delle nuove generazioni locali che hanno aderito numerose al comitato, potrà contribuire a far trasparire la verità nelle nebbie che circondano la discarica. Nebbie che né le autorità provinciali né quelle comunali appaiono in grado di eliminare.
La Voce dei Monti Pelati

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