Sequestrata dalla GdF un’autocisterna di gasolio con i dispositivi di erogazione alterati

CASELLE – Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Torino ha sequestrato un’autocisterna con i dispositivi di erogazione di gasolio manipolati.
Durante un posto di controllo nei pressi del comune di Trana (TO), i “baschi verdi” hanno fermato l’automezzo mentre stava recandosi presso un’abitazione per consegnare gasolio da riscaldamento domestico. Durante l’ispezione i finanzieri hanno notato alcune anomalie sui sigilli del contalitri e pertanto hanno scortato l’autobotte presso la caserma del Nucleo Operativo Pronto Impiego di Via Zino Zini per un accurato controllo anche con l’ausilio dell’Ufficio Metrico della Camera di Commercio di Torino.
È stato quindi scoperto che il sistema di erogazione dell’autocisterna, di proprietà di un’impresa di Caselle Torinese, era stato manomesso in modo tale da scaricare solo parte del gasolio indicato dal contalitri.
In particolare, all’interno del tubo di erogazione, cioè quello che esce dal contatore, era stato inserito, fraudolentemente, un altro tubo di minore diametro che, dopo alcuni decimetri, fuoriusciva dal condotto principale per tornare alla cisterna. In tal modo il quantitativo registrato dal contalitri, pur essendo rispondente al vero, non veniva totalmente erogato all’esterno, in quanto il tubo illegalmente installato (e abilmente occultato alla vista), trasferiva parte del prodotto nuovamente all’interno dell’autobotte.
I potenziali acquirenti, piccoli condomini o singoli proprietari di alloggi, non avrebbero potuto rendersi conto del raggiro in quanto normalmente non dispongono di cisterne tarate o comunque di strumenti idonei a verificare i quantitativi di carburante effettivamente versati nelle proprie cisterne; l’unico congegno a cui affidarsi è il contalitri, che però avrebbe indicato delle misure non veritiere.
L’autocisterna ed il suo contenuto, oltre duemila litri di gasolio, sono stati quindi sottoposti a sequestro ed il proprietario del mezzo è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Torino per detenzione di sistemi di misurazione alterati.
Le indagini proseguono per accertare quando e chi ha installato il sistema fraudolento e per quantificare i relativi proventi illeciti, i quali sono costituiti sia dai corrispettivi comunque incassati in ordine alle quantità di gasolio di fatto non consegnate, sia dai ricavi verosimilmente conseguiti con la vendita in nero del medesimo prodotto.

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