Idea, Impresa, Arte= Olivetti

“Le celebrazioni dedicate ai 70 anni della Lettera 22 della Olivetti sono iniziate nel 2020 ma si sono subito interrotte a causa della pandemia. Appena in tempo per presentare una moneta dedicata e lo spettacolo di Laura Curino. Ma ora gli eventi possono riprendere.” Ha detto così il Sindaco di Agliè, Marco Succio, in apertura del convegno organizzato proprio ad Agliè, dal titolo “Lettera 22 – 1950-2021 Idea, Impresa, Arte= Olivetti. Passato e futuro di un modo innovativo di fare impresa, creare posti diu lavoro, inventare prodotti rivoluzionari”
A settembre, sempre ad Agliè, era stata inaugurata una mostra al Castello dedicata alla Lettera 22, la cui apertura verrà prorogata al 31 ottobre.
Una scelta opportuna, perchè Agliè è stato uno dei luoghi chiave dell’attività olivettiana ed in particolare è stato il luogo in cui è stata prodotta la Lettera 22, un gioiello di meccanica e di design conosciuto in tutto il mondo.
Presente al convegno anche il curatore della mostra, Marco Peroni, che ha ricordato come “la Lettera 22, la macchina per scrivere Olivetti, diventa per noi la macchina per leggere Olivetti, la bellezza del prodotto, la bellezza di una vicenda industriale entusiasmante, caratterizzata da idee e visioni.
A ricordare la nascita dello stabilimento Olivetti a Agliè è stata Patrizia Paglia, Presidente di Confindustria Canavese. Nel 1889 un imprenditore svizzero, Alberto Blumer, chiese all’allora Consiglio Comunale di poter impiantare uno stabilimento tessile sfruttanto l’energia prodotta dal salto delle acque del canale. Il Comune si trovò d’accordo e scrisse nel verbale della seduta del Consiglio: “Fare si deve e bisogna avere fede nell’avvenire”.
La fabbrica venne impiantata, passò successivamente di mano alla De Angeli-Frua e, dopo il periodo di crisi provocato anche dalla seconda guerra mondiale, venne ridisegnata da Olivetti per ospitare le produzioni proprio della Lettera 22 e di altri prodotti.
Presente alla mattinata anche il Ceo di Olivetti spa, Quang Ngo Dinh, che ha ricordato come attualmente Olivetti sia diventata il polo tecnologico del gruppo Tim. Ora la vocazione è quella di portare tecnologia nelle imprese, nelle attività, nei negozi, connettendo gli impianti e rendendoli intelligenti; ma anche in ambito urbano, trasformando le città in smart city.
E la nuova sfida di questi anni, come ha ricordato il sociologo Aldo Bonomi, è come coniugare il futuro con l’umanesimo olivettiano che ora è digitale, industriale, ambientale e sociale.

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