La “guerra” contro i caccia F35

 IVREA – Giovani che suonano la pace ed il disarmo e accanto a loro le tante persone che sabato 25 febbraio in piazza Ottinetti, si sono riunite per dire “No” agli F35.
Contestualmente all’iniziativa si è svolta una raccolta firme per la petizione “Taglia le ali alle armi”, promossa qualche anno fa dalla Tavola della pace, dalla Rete disarmo e da Sbilanciamoci, per sollecitare il Governo ad annullare il programma di acquisto dei cacciabombardieri.
L’invito è quello di utilizzare i soldi che si risparmierebbero dal mancato acquisto dei mezzi da guerra utilizzandoli in voci di bilancio che vadano a favore della collettività, ed i numeri parlano chiaro. Un solo aereo infatti costa 120 milioni di euro, che per l’Italia significherebbe impegnare una cifra di oltre 10 miliardi, ai quali vanno ad aggiungersi i costi di mantenimento.
Lo sguardo dunque all’articolo 11 della Costituzione Italiana: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. «Con i 120 milioni di un solo F35 – è stato aggiunto – si potrebbero comperare 20 treni nuovi o 10 scuole o 5 canadair per antincendio, oppure costruire un ospedale, creando così molti posti di lavoro.»

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