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Feb 28 2018

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Sta per iniziare una nuova stagione di migrazione dei rospi

Sta per iniziare una nuova stagione di migrazione dei rospiTORINO – Nelle prossime settimane, esaurita la fase di clima freddo, per l’ottavo anno consecutivo, il Servizio Tutela Fauna e Flora della Città Metropolitana di Torino attiverà una campagna di tutela dei rospi e delle rane durante la migrazione riproduttiva, grazie alla posa di barriere temporanee che li convogliano verso i “rospodotti”, piccole infrastrutture che consentono agli anfibi di evitare di essere schiacciati dagli autoveicoli quando attraversano le strade extraurbane. Le specie maggiormente coinvolte nella migrazione sono il Rospo comune, la Rana dalmatina e il Rospo smeraldino. Le operazioni del Servizio Tutela Fauna e Flora vengono effettuate nei territori dei Comuni di Pertusio, Vidracco, Vistrorio, Rosta-Buttigliera Alta. A San Giorio di Susa è previsto esclusivamente il monitoraggio per valutare l’entità di un fenomeno migratorio che nei primi anni di intervento era importante mentre nell’ultimo triennio si è ridotto drasticamente.
Otto anni di esperienza nel salvataggio degli anfibi
L’attività del Servizio Tutela Fauna e Flora è stata avviata sperimentalmente nel 2011 a San Giorio di Susa. Già dal secondo anno di attivazione il numero di siti coinvolti è aumentato, registrando il massimo nel 2013, con sette località. In otto anni l’elenco delle località interessate è cambiato, perché in alcune è venuta meno l’emergenza oppure perché in altre la popolazione era sovrastimata. L’andamento climatico generale dell’ultimo decennio, caratterizzato da inverni più miti, ha spostato il momento culminante della migrazione alla fine di febbraio-inizio di marzo. Anche nel Sta per iniziare una nuova stagione di migrazione dei rospi Valperga2018 la migrazione verrà monitorata con sopralluoghi serali. Il monitoraggio ha evidenziato realtà meritevoli di tutela, quali Pertusio, Vidracco e Vistrorio, dove persiste un fenomeno migratorio importante: un migliaio di individui per ciascuna località. A Rosta e Buttigliera Alta la migrazione interessa alcune centinaia di esemplari, ma è comunque meritevole di tutela. In quest’ultimo contesto, nonostante i tre rospodotti realizzati una ventina di anni fa, è di fondamentale importanza l’intervento manuale del personale del Servizio Tutela Fauna e Flora e dei volontari locali, i quali spostano gli animali da un lato all’altro della carreggiata. Negli anni si è capito che il mancato utilizzo dei rospodotti da parte degli anfibi è da ricondursi alla scarsa attrattività dei manufatti a disposizione o alla ridotta propensione della maggior parte degli esemplari ad imboccare i passaggi interrati. Per la buona riuscita della migrazione è quindi fondamentale l’intervento manuale degli operatori, che spostano gli esemplari. In questo compito sono facilitati dalle barriere, che agevolano notevolmente il recupero degli anfibi che stazionano alla base delle barriere stesse oppure tentano di arrampicarsi per superarle. E’ importante ricordare che la barriera non è invalicabile e, visto lo scarso uso dei rospodotti, la permeabilità dell’ostacolo è fondamentale in caso di assenza di operatori. Nonostante gli sforzi profusi in alcuni siti, si evidenzia una progressiva rarefazione delle popolazioni in migrazione, purtroppo in linea con una tendenza generalizzata a scala nazionale e globale. È quindi molto importante continuare l’attività di monitoraggio e di sensibilizzazione dei cittadini per la tutela e la salvaguardia dei rospi e delle rane.
Il rospodotto di Candia
Sta per iniziare una nuova stagione di migrazione dei rospi CandiaNel 2000, l’allora Ente gestore del Parco del Lago di Candia, realizzò il primo rospodotto lungo la Strada Provinciale 84 Candia-Caluso, con barriere artificiali mobili a tutela delle centinaia di rospi e rane dalmatine che, durante la migrazione riproduttiva, si dirigevano verso le sponde del lago per deporre le uova. Successivamente, grazie ai finanziamenti della Misura 323 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Piemonte, l’allora Provincia di Torino a partire dal 2013 ha incrementato e reso più efficienti le strutture. Per consentire agli animali di superare incolumi la strada, sono state collocate sotto il manto stradale alcune canaline di cemento con una griglia di aerazione in ghisa. I vantaggi della soluzione adottata sono la salvaguardia degli animali che attraversano la strada, la facilità di manutenzione, l’umidità e l’illuminazione simili a quelle dell’esterno (il che attira gli animali). Il Servizio Pianificazione e gestione rete ecologica e aree protette ha collocato ai bordi della carreggiata una serie di barriere temporanee che convogliano gli anfibi agli ingressi dei tunnel, garantendone l’incolumità pur in assenza di una sorveglianza diretta da parte di volontari o tecnici.

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